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E' una struttura educativo - assistenziale rivolta a minori in
temporanea difficoltà familiare.
● E' situata a Lagonegro, nel
centro abitato, in Via dei Tamarindi, a circa 500 mt. dallo svincolo
autostradale - LAGONEGRO SUD - A3 Salerno-Reggio Calabria.
● Telefono e Fax 0973 41193
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● Può ospitare fino ad un massimo di 8 minori da 3 a 11 anni. ● Vi lavorano: 1 Responsabile educativo coordinatore ● Opera in stretta collaborazione con il Tribunale dei minori e con i Servizi sociali di riferimento. ● Privilegia un lavoro di "rete" con le famiglie, con le parrocchie, con le scuole, e con tutte le altre agenzie educative che si occupano dei minori sul territorio. |
Il giardino
La Casa Famiglia



Prospetto

La casa B
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La scelta dell’esperienza di tipo familiare voluta dalla nostra Cooperativa Sociale nasce dall’esigenza di favorire il più possibile l’instaurarsi di un rapporto educativo, non sostitutivo delle figure genitoriali, ma, comunque, altamente significativo. In questo modo è possibile realizzare, attraverso la continuità del rapporto di collaborazione reciproca, un’azione per un progetto di “educazione individualizzata” che viene ad assestarsi in funzione dei ritmi e degli eventi della vita quotidianamente condivisi, nei quali il processo di crescita deve essere completamente integrato. La nostra azione educativa mira a rispondere ai bisogni dei minori per permettere loro una esistenza degna e con valori nei quali credere. Riteniamo perciò bisogni sia quelli legati all’ accudimento primario o secondario, sia quelli legati alla emancipazione sociale e al riscatto dalla povertà economica/sociale, ma soprattutto quelli legati allo |
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sviluppo della persona nella direzione di un’ acquisizione di senso per la propria vita e di libertà interiore di fronte alle scelte del futuro. La persona, inoltre, è portatrice oltre che di bisogni anche di risorse e sulla sinergia di questi due elementi si fonda il nostro agire educativo. L’aspetto familiare della nostra Casa Famiglia è rappresentato dalla permanenza costante di due figure adulte di riferimento (la coordinatrice educativa e il collaboratore amministrativo), eventualmente dall’ assistente sociale fissa e, soprattutto, dalle tre famiglie socie della Cooperativa che intendono stabilire relazioni costanti con i minori (incontri comunitari a livello amicale, permanenza periodica del minore presso le loro abitazioni, supporto genitoriale ai minori e all’ équipe educatori). Ci auguriamo,pertanto,che attraverso il ruolo positivo della relazione personale si possano affrontare tutte le diverse problematiche che ciascun soggetto presenta.
![]() Le idee di fondo che animano il progetto sono le seguenti: - siamo convinti che ogni bambino abbia diritto ad una casa, ad una famiglia e soprattutto ad essere amato. - Riteniamo che lavorare sulla prevenzione sia più efficace e incisivo che arginare gli effetti del disagio stesso. - Condividiamo la politica sociale della Legge 149/01, che deistituzionalizza i minori, favorendo il loro inserimento nelle famiglie o in piccole comunità di tipo familiare, che favoriscono l' identità e l' autonomia del minore.
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Al termine dell’itinerario educativo si valuterà se gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti,se il minore avverte di essere stato restituito a sè stesso in un atteggiamento di serenità, di maggiore autonomia, di ritrovata fiducia e di matura capacità di reagire per costruire la propria personalità e relazioni sociali positive. Si verificherà, insomma, se gli equilibri personali perduti sono stati ristabiliti e se sono stati ridefiniti in maniera realistica i rapporti con le figure genitoriali, con le quali si è continuato a lavorare, in collaborazione con i Servizi sociali, lungo tutto il percorso educativo. A questo punto si considererà l’opportunità di una delle due seguenti strade: a) il rientro nella famiglia d’origine, se questa rappresenta un contesto sicuro dove il minore può continuare a crescere; b) l’ affido familiare o l’ adozione, a cui siano stati debitamente preparati sia il minore sia la famiglia affidataria o adottiva,se nella famiglia d’origine mancano le condizioni per un rientro positivo del minore.
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